5 vinili che non possono mancare nella tua collezione

Di vinili ce ne sono tanti, ma solo alcuni sono davvero da collezione. Ecco la lista dei cinque vinili che non possono mancare sullo scaffale di un vero appassionato!

Ogni collezione che si rispetti, che si parli di francobolli o di vinili, ha dei pezzi imperdibili. Quelli senza i quali la collezione sarà sempre incompleta. Ma capire quali sono non sempre è facile: di dischi c’è l’imbarazzo della scelta e da qualche parte bisogna pure iniziare. Proprio per questo, in soccorso a tutti gli indecisi, ecco la nostra lista dei 5 vinili che non possono mancare nella collezione di ogni appassionato.

1. Thriller – Michael Jackson

Thriller

Beh, sul primo non si discute. Il più importante disco dell’immortale re del pop non può davvero mancare nella collezione di nessun discofilo. Stiamo parlando di un album che ha venduto tra le 60 e le 100 milioni di copie, conquistando il record come disco più venduto nella storia. Al suo interno ci sono pezzi ormai leggendari, come ad esempio Thriller, che da il nome all’album, Beat it e Billie Jean. Una curiosità su questo pezzo, considerato da molti il più rivoluzionario tra quelli contenuti nel disco: Michael Jackson dichiarò di averlo concepito mentre era in auto. Il cantante era così ispirato però, da non rendersi conto che la sua macchina aveva preso fuoco. Solo l’intervento provvidenziale di un passante gli salvò la vita! (Compralo su Amazon)

2. Back in black – AC/DC

Back in black

Altro immancabile disco è senza dubbio l’album da 50 milioni di compie vendute degli AC/DC, mitica hard rock band australiana degli anni ’70-’80. L’album nasce in una fase travagliata del gruppo. È proprio in fase di lavorazione che, infatti, muore Bon Scott, il cantante della band, a seguito dell’ennesima sbronza, che gli sarà fatale. Non a caso la copertina dell’album è nera, a simboleggiare il lutto. Altro richiamo al lutto, che assieme all’edonismo costituisce uno dei temi ricorrenti del disco, è il rintocco iniziale delle campane, proprio come in un funerale. Nonostante la sua tragica storia, “Back in black” è il disco di maggior successo degli AC/DC nonché il più venduto. Ci permettiamo, da appassionati, di darvi un consiglio. Quando lo ascoltate, non saltate nessuna canzone: il disco è infatti pensato come un racconto ordinato, unitario e coerente del lutto e della sua elaborazione (in versione rock, naturalmente). (Compralo su Amazon)

3. The dark side of the moon – Pink Floyd

The dark side of the moon

C’è davvero bisogno di spiegare il perché? Stiamo parlando di quello che è stato indicato più volte come il miglior disco di tutti i tempi. In una parola iconico. A partire dalla copertina, con l’inconfondibile prisma che disperde la luce. L’album è interessante sia per la parte musicale, in cui i Pink Floyd danno una veste organica alle sperimentazioni che da anni portavano avanti, ma soprattutto per i testi. Avendo ridotto le parti strumentali pure, in “The dark side of the moon” viene dato più spazio proprio ai testi. I temi sono piuttosto complessi e filosofici, legati alla vita umana nel suo svolgimento e a tutto ciò che in essa c’è di misterioso ed irrazionale, il suo lato oscuro appunto. Chiaro richiamo a questo sono proprio i “battiti del cuore” che aprono e chiudono l’album, come se il disco avesse vita propria. (Compralo su Amazon)

4. Bollicine – Vasco Rossi

Bollicine

Lasciateci a questo punto un po’ di campanilismo. Appena passati i festeggiamenti per i suoi quarant’anni di carriera, vogliamo anche noi fare un tributo all’immortale Vasco (alla faccia dei suoi detrattori). Anno 1983, anno di pubblicazione dell’album, anno di nascita della mitologia del “Roxy Bar”. È, infatti proprio in questo disco, nella traccia “Voglio una vita spericolata”, manifesto poetico del rocker emiliano, che si fa riferimento al leggendario bar di Bologna. In realtà alcuni sostengono che “Roxy Bar” sia un tributo al cantane Fred Buscaglione e alla sua canzone “Che notte”.

Se non foste ancora convinti, sappiate che nel 2012, la rivista Rolling Stone Italia ha indicato questo come il primo tra i 100 dischi italiani più belli di sempre. Così, tanto per dire. (Compralo su Amazon)

5. La voce del padrone – Franco Battiato

La voce del padrone

Qui mi permetto una piccola libertà indicando uno dei miei dischi preferiti come immancabile. Il motivo è semplice. Questo è un album ricco. Ricco di strumenti musicali (vibrafono, organo Hammond, sezioni di archi, sintetizzatore e sequencer). Ricco di rimandi e citazioni culturali variegatissimi (tra i tanti il “cantami o Diva..” in “Cuccurucucù”). Ricco di successi: ma in quale altro album trovate raccolti pezzi del calibro di “Bandiera bianca”, “Cuccurucucù” e “Centro di gravità permanente”?

Tra l’altro è stato il primo long playing a superare il milione di copie vendute in Italia. Proprio con questo disco, infatti, che vira verso sonorità più punk rock e new wave, Battiato si consacra agli occhi di pubblico e critica. Poesia in musica, volete davvero lasciarvelo scappare? (Compralo su Amazon)

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