10 motivi per cui tornare alla musica in vinile è la cosa più bella che puoi fare

C’è chi lo fa per malinconia, chi per moda, chi per usufruire della musica allo stato puro. Il vinile è tornato inaspettatamente in voga per diversi motivi. Ecco 10 motivi per cui tornare alla musica in vinile è la cosa più figa che puoi fare.

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Poco tempo fa ho comprato un giradischi, elettrodomestico che mancava in casa mia. Avevo sempre avuto la voglia di ascoltare un album in vinile, ma la radio di mia nonna era messa troppo male per provarci. Poi ho ricevuto come regalo di compleanno Thriller 25” di Michael Jackson. Un sogno che diventava realtà: dovevo ascoltarlo. Sono stato rapito dalla magia di quel meccanismo vintage dal sapore più che mai attuale. Riuscite a trovare, oggi, nel 2017, un altro modo per “possedere” fisicamente la musica? Io no. Invasi da streaming e disponibilità 24/7, possiamo solo comprare dischi in vinile per riapprezzarne l’autenticità. Qui i miei 10 motivi per cui tornare alla musica in vinile è la cosa più figa che puoi fare.

1. Non suona meglio, anzi.

Cuffie con vinili

Non è vero che è il supporto che suona meglio. La qualità è nettamente inferiore ai servizi di streaming quali Spotify. È innegabile. Ma il disco ha un suono suo, morbido sui bassi, dolce sui medi e aperto sugli alti. In un attimo vengono eliminati anni e anni di massimizzazione e di compressione selvaggia volta a mettere tutte le frequenze in primo piano. La dinamica nella musica è tutto: negli ultimi anni è stata la più grande vittima dei supporti digitali.

2. Impari a rispettare la musica.

Puntina

Alzi la levetta, sposti il braccio in direzione del disco. Il vinile comincia a girare e lentamente posi la puntina su di esso. È una sorta di rito sacro. Un momento magico in cui racchiudi la cura per quell’oggetto. Il vinile ti obbliga ad un rispetto per la musica che altrimenti non avresti. Non puoi saltare i pezzi come fai selvaggiamente con gli mp3 o con lo streaming. E devi fare tutto con cura: se sbagli qualcosa e graffi il disco, l’hai perso.

3. I picture disc sono fighi.

Michael Jackson

L’album “Thriller 25” di cui vi parlavo poco fa è un picture disc. Sono quei vinili non neri ma con un’immagine stampata su. Il mistero si infittisce: è già magico il fatto che venga fuori musica da un oggetto simile. Con il picture disc come funziona? Si consuma? Si sente bene? Fa tutto parte della magia.

4. Ogni ascolto è unico.

Mercatino

Ogni singolo granello di polvere influisce sulla musica, la cambia, rendendo l’ascolto ogni volta unico. Se poi il disco è troppo sporco, ti tocca pulirlo con cura. È come tornare a vedere film in pellicola. In una parola, è magico, proprio perchè non eterno. È un equilibrio fragilissimo, che dura da quando è stata inventata la riproduzione del suono. Ti senti parte di una meraviglia senza tempo.

5. Costa.

Negozio

Se ti sembra una nota negativa, dovresti pensarci due volte. Quando paghi la musica gli dai un plusvalore che ti obbliga ad approcciarti ad essa in maniera differente. Non è più qualcosa di scontato come lo streaming, ma che vale un prezzo. Ad ogni vinile corrisponde un sushi in meno (e chi mi conosce, sa cosa significhi per me). Devi fare una scelta. Sushi o vinile? E poi non puoi comprare tutto: devi pensarci. Non è certo cosa da poco. Quando poi vai ad ascoltare un disco per il quale hai speso dei soldi, mantieni un’attenzione che solitamente non hai verso una playlist di Spotify o un album scaricato.

6. Il packaging.

Cover

La copertina, il retrocopertina, la foto gigante nel mezzo, le illustrazioni, i testi, tutto è figo. È grande, è della giusta grandezza per poterne godere a pieno. Non più un adattamento, ma una copia dell’originale e alcune sono vere e proprie opere d’arte visiva.

7. Suona anche senza volume.

Volume

La musica non esiste per natura, si crea. Con un meccanismo tanto perfetto quanto fragile. La puntina crea il suono senza amplificazione, solo girando sui solchi. La musica nasce da lì, da un posto fisico. Gli dà forma. Valorizza le singole tracce perché puoi vederle, graficamente, scolpite sui solchi. Puoi guardare la musica prima di ascoltarla.

8. Ha un valore.

Queen

Il vinile più costoso al mondo è la copia 00000001 (la primissima stampa) di “White Album” dei Beatles. 910 mila dollari. NOVECENTO DIECI MILA. Nemmeno so quanti sono! Un vinile ha una quotazione in termini monetari (se tenuto bene) e le diverse edizioni presenti sul mercato ti fanno fare lunghe ricerche su Discogs per capire che tipo di gioiello hai in mano, se luccica e basta o se è davvero un diamante, magari in edizione limitata.

9. Fai subito colpo.

coppia

Concedetemi almeno un punto “effetto moda”. Non esiste persona al mondo che non si emozioni davanti ad un disco in vinile. Può cambiare l’esito di una serata con una persona speciale. Puoi avere l’impianto stereo più tecnologico del mondo. Ma niente può battere la mossa di mettere fisicamente un disco sul piatto, di ascoltare il fruscio e di farlo partire.

10. I dischi sono sacri.

Negozio 2

Si tengono come le cose preziose. Non si dovrebbero vendere, non si dovrebbero scambiare, non si dovrebbero nemmeno prestare. Ma poi io come farei ad arricchire la mia personale collezione?

Quali sono i tuoi motivi per cui tornare alla musica in vinile? Faccelo sapere commentando qui o sulla nostra pagina Facebook!

2 risposte a "10 motivi per cui tornare alla musica in vinile è la cosa più bella che puoi fare"

  1. Penso che con il primo punto abbiate detto tutto, quello che non capisco perché, non tornare alle cara vecchia dinamica anche sui dischi nuovi, probabilmente anche i cd riacquisterebbero fascino.

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